Un momento per riflettere
- Joni Eareckson Tada

- 3 apr
- Tempo di lettura: 1 min

Conosci la storia del venerdì di passione scritta in Matteo 26? Gesù fu arrestato e trascinato davanti al Sinedrio, davanti al sommo sacerdote Caifa, agli scribi e anziani presenti. Cercavano false testimonianze per condannarlo a morte ma non ne trovarono di valide se non quella che accusava Gesù di aver detto che avrebbe distrutto il tempio. Caifa si alzò e disse a Gesù: “Non rispondi?”. Ma Gesù rimase in silenzio. Perché Gesù non si difese? Perché, in realtà, Gesù non doveva difendere sé stesso, in quel tribunale non si giudicava la Sua colpa, ma la nostra. Eravamo noi quelli sotto processo. Gesù era lì al nostro posto a subire gli abusi, il giudizio, le accuse e lo scherno che spettava a noi. Visto ciò, era giusto che non parlasse e non rispondesse. Le accuse erano tutte vere, ma erano per noi. E nemmeno noi avremo potuto difenderci, ogni accusa mossa nei nostri confronti è vera! Ma Gesù è l’agnello silenzioso che doveva morire per noi. Isaia 53:5 ci anticipa il finale pieno di speranza di questa tragedia del venerdì della morte. Dice di Gesù: “Egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo pace, è stato su di Lui e per le Sue lividure noi siamo guariti”. Oggi, ricorda ciò che il Signore ha fatto per noi.
Joni Eareckson Tada
🕮 La Bibbia in un Anno: Giudici 10-11 // Luca 9:1-36



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