Sono quello che sono per la grazia di Dio
- Marco Palma

- 10 gen
- Tempo di lettura: 2 min

Jefte era un uomo forte e valoroso in battaglia MA aveva un neo, era figlio di una prostituta! C’è un “ma” nella vita di tutti che ci marchia e condiziona. Jefte non era un “puro sangue”, non aveva “un buon curriculum” e a motivo di ciò i suoi fratelli (solo di padre), da adulti gli negarono l’eredità e lo cacciarono via da Galaad. Il mondo ci affibbia delle etichette che sporcano la nostra vita, ma possono essere lavate via dal sangue di Gesù! Egli stesso fu etichettato e messo in dubbio a causa della sua provenienza. Non è tanto importante cosa dicono gli altri di noi ma cosa Gesù dice di noi! Quando Gesù è al cospetto del Padre, cosa dice di te? Sei una persona che, nonostante il tuo passato, i difetti e le cadute, afferma che servirà l’Eterno? Tornando alla storia, ad un certo punto i figli di Ammon mossero guerra ad Israele e così gli anziani di Galaad mandarono a chiamare di nuovo Jefte per chiedergli di capitanarli in battaglia contro questo popolo spietato. Lui accettò e li sconfisse, facendo una grande strage. Sai, anche il diavolo ama mettere etichette ma Dio non guarda a ciò che tu sei, ma a ciò che puoi diventare nelle Sue mani. Agli occhi di Dio, Jefte non era il figlio di una prostituta ma un valoroso condottiere per il Suo popolo. Se il diavolo vuole mettere in dubbio la tua identità in Gesù, non retrocedere, ma dichiara: “Io sono quel che sono per la grazia di Dio”!
Marco Palma
🕮 La Bibbia in un Anno: Genesi 25-26 // Matteo 9:1-17



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