Male in bene
- Francesca Iodice

- 16 gen
- Tempo di lettura: 1 min

La storia di Giuseppe mi è sempre piaciuta perché fin dalla sua fanciullezza si evince la costante presenza di Dio. Egli è stato con Giuseppe anche quando fu venduto ai mercanti madianiti e poi a Potifar. Per quanto le situazioni si facessero complicate, l’Eterno faceva prosperare Giuseppe in tutto ciò che intraprendeva e fu con lui anche quando la moglie di Potifar mentì, facendolo mettere in prigione. Lì, Giuseppe conquistò la fiducia del governatore che gli affidò la sorveglianza di tutta la prigione. Successivamente, Dio permise che Giuseppe fosse fatto chiamare dal faraone, per i sogni che lo assillavano. Sempre Dio, permise che il faraone costituisse Giuseppe come secondo solo a lui in tutto l’Egitto.
Nel versetto del giorno, Giuseppe stesso spiega proprio che era stato tutto un disegno di Dio; che Dio aveva usato le azioni dei fratelli, apparentemente dannose, per il suo bene e per il bene del popolo d’Israele. Giuseppe riconobbe che il suo arrivo in Egitto, e la sua successiva posizione di potere era un piano di Dio. Egli non punisce i fratelli, ma li incita a riconoscere che Dio aveva usato i loro errori per un bene maggiore. Questo versetto, ci incoraggia a sperare e avere fede in Dio. Anche quando si affronta la sofferenza e il dolore è possibile vedere che Dio può usare le cose più difficili per il bene.
Francesca Iodice
🕮 La Bibbia in un Anno: Genesi 38-40 // Matteo 12:22-50



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