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La bontà di Dio nella morte di Cristo

  • Immagine del redattore: Joni Eareckson Tada
    Joni Eareckson Tada
  • 31 mar
  • Tempo di lettura: 1 min
Ebrei 13:5
31/03/2026 - Speranza per ogni casa

Ricordo che da bambina andavo alle funzioni nella chiesa a Catonsville. Ascoltavo il pastore parlare di peccato, di scandalo della croce, di tortura e di umiliazione subite da Gesù, del processo ingiusto e della crocifissione. Fissavo la croce e ne cercavo il senso. Dov’è la bontà di Dio per trattare così Gesù? Il Padre ha ignorato Suo Figlio perché i nostri peccati fossero cancellati. Gesù è stato l’uomo più abbandonato da Dio che sia mai vissuto, perché il Padre potesse dire a te e a me: “Non ti lascerò e non ti abbandonerò mai”. E questa è la notizia migliore che possiamo ricevere: la generosità e bontà abbondante di Dio è per noi. Romani 2:4 ci ispira a rispondere: “La bontà di Dio ci spinge a ravvederci”. Sì, la bontà di Dio dovrebbe costringerci a non offenderLo più con i pettegolezzi, le bugie “bianche”, l’invidia, l’orgoglio e la brama di cose non nostre. Questi peccati (piccoli o grandi) sono ciò che ha reso la croce, uno scandalo e la tortura di Cristo, brutale. Sono queste cose che hanno separato il Figlio dal Padre.


La bontà di Dio ci invita a ravvederci oggi? Quando pensiamo alle sofferenze di Gesù a causa nostra, non vi viene voglia di inginocchiarvi ed essere grati? La bontà di Dio è costata molto e non c’è momento migliore di questa settimana per esserGli grati.     

Joni Eareckson Tada

🕮 La Bibbia in un Anno: Giudici 3-5 // Luca 7:31-50

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