Il fanciullo interiore
- Elena Borrelli

- 27 mar
- Tempo di lettura: 1 min

Da bambina frequentavo con zelo gli incontri settimanali in chiesa. Per tanti amichetti era l’ennesima seccatura dopo scuola ma non per me. Il ricordo più intenso che ho, è legato alla piccola me che scende le scale di casa correndo per andare in chiesa. Al petto, portavo con orgoglio una spilla bianca di cartapesta che aveva una scritta oro: Gesù. Tutto qui.
Forse ti aspettavi una storia più avvincente, ma questo è uno dei ricordi più preziosi che conservo nel mio cuore. Non andavo da nessuna parte senza la mia spilla. Anche se, grazie a Dio, ho avuto modo di crescere e maturare nella fede, devo ammettere che quel batticuore che provavo da bambina aveva qualcosa di unico. Condivido ciò perché sono sicura che tutti noi abbiamo un ricordo di quel primo amore per Gesù, di una preghiera o un tocco particolare. Probabilmente anche a te sarà capitato quando eri un bambino. Crescendo i nostri cuori e le nostre menti perdono inevitabilmente spensieratezza e si induriscono. Ogni volta che mi accorgo che sta per accadere, rispolvero questo ricordo e cerco dentro di me quel sentimento così puro, e sempre comprendo che quel Gesù di cui mi sono innamorata è sempre lo stesso, sono io che mi perdo. E allora, ecco, analizzo cosa mi sta distraendo o preoccupando e lo scaccio via perché dentro di me, e dentro ognuno di noi, c’è ancora quel bambino capace di quell’amore puro che Gesù merita. Oggi riscopri quel bambino, torna a quel primo amore.
Elena Borrelli
🕮 La Bibbia in un Anno: Giosuè 19-20 // Luca 5:17-39



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