Dacci un segno
- Marco Palma

- 23 feb
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Le folle amavano e circondavano continuamente Gesù, ma Lui era duro con esse definendole addirittura “malvagie”. Gesù continuamente guariva le persone, liberava gli indemoniati, resuscitava i morti, amava tutti e mostrava saggezza, eppure la folla gli chiedeva sempre un segno. Lui però non era a caccia di consensi, ma di vite arrese a Lui sulle quali poter lavorare. Nel brano di riferimento, vengono menzionati due personaggi: la regina del Mezzodì e Giona. La regina del Mezzodì fece migliaia di km per incontrare Salomone e rimase così colpita dalla sua saggezza e potenza che bastò questo incontro per farla convertire. Gli abitanti di Ninive addirittura si convertirono semplicemente alle parole di Giona che se ne andava esclamando “40 giorni e Dio distruggerà Ninive”, “39 giorni e Dio distruggerà Ninive” e così via. Gesù, invece, resuscitava i morti davanti agli occhi delle persone e queste non si convertivano. Perché? Perché si conosce realmente Dio non attraverso i suoi segni e miracoli, ma attraverso un’esperienza personale ed una relazione duratura con Lui! Perché oggi tante persone non si convertono? Quanta indifferenza c’è verso Dio? Anche nella chiesa molti cristiani scartano Dio e chiedono soltanto segni. Dio, però, ci ha lasciato una grande arma, un potente strumento che ci porta alla salvezza: la Sua parola! Non cercare segni ma una relazione.
Marco Palma
🕮 La Bibbia in un Anno: Numeri 8-10 // Marco 5:1-20



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