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Vagabondo che son io

  • Immagine del redattore: Tommaso Marfella
    Tommaso Marfella
  • 1 dic 2025
  • Tempo di lettura: 1 min
Ma Pietro disse: «Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina!» - Atti 3:6
Immagine condivisibile con Atti 3:6
Speranza per ogni casa | 01/12/2025

“Vagabondo che son io” cantava un noto gruppo musicale italiano. Ammettilo, quante volte hai cantato sorridendo la strofa che dice: “soldi in tasca non ne ho”? Io di sicuro un centinaio di volte. Ogni volta che la canto mi riporta alla mente la scena di Pietro e Giovanni salendo verso il tempio. Chissà se Pietro stava cantando proprio questa canzone prima di arrivare dall’uomo zoppo alla porta del tempio (ovviamente no, ma il senso è quello). L’uomo si aspettava da Pietro qualcosa di valore materiale. Nessuno si sarebbe fermato davanti a quell’uomo se non per lasciargli qualche spicciolo, tranne Pietro e Giovanni. Nella loro vita materiale forse avevano guadagnato poco nel seguire Gesù, lo si capisce quando Pietro esclama di non avere né oro né argento. Sapevano però di aver guadagnato qualcosa di molto più prezioso che avrebbe cambiato la vita di quell’uomo. Oggi, se ti senti come Pietro, insomma un “vagabondo che son io”, se ti senti di non aver guadagnato niente di materiale, sappi che sei ancora in tempo per essere portatore di qualcosa di molto più prezioso dell’oro. In qualche momento della tua vita potrai anche sentirti perso, senza forze o addirittura di non aver concluso nella tua vita poco o niente. Non importa, ti rimarrà sempre qualcosa di inestimabile da dare agli altri che può cambiare la loro vita: Gesù Cristo. 


Tommaso Marfella

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