Una preghiera al Padre
- Stefano De Cario

- 16 dic 2025
- Tempo di lettura: 1 min
“Padre nostro che sei nei cieli” - Matteo 6:9

Parole universalmente conosciute. Da molti sono pronunciate con il cuore, perché ne afferrano l’importante significato. Altrettanti, però, sono quelli che non ne colgono l’essenza, ripetendole meccanicamente. Esse non si riferiscono a una generica unione fra il Creatore e una creatura qualsiasi, bensì a un rapporto che va oltre una semplice conoscenza, ma che potrebbe ben definirsi familiare, cioè quello tra un padre e i suoi figli. Gesù dice, infatti, che possiamo rivolgerci a Dio chiamandolo Padre. Allora, è necessario essere prima Suoi figli, uomini e donne spiritualmente rigenerati dalla Sua grazia. Ma chi è un padre? È per i propri figli la persona più vicina, quella più prossima. Si tratta della persona chiamata a provvedere il necessario per la loro crescita, ma pure a impartirgli l’educazione dovuta. E’ chiamato a stare accanto al figlio che soffre, a soccorrerlo quando è in pericolo. Tutto questo è Dio per noi! Egli, però, rimane al di sopra di noi, nei cieli. A volte i figli non comprendono che il padre non è una persona come le altre: è una persona unica! E’ colui che ha dato loro vita e non ha soltanto doveri. Per questo è degno di rispetto e di gratitudine.
E tu, puoi chiamare Dio tuo Padre?
Stefano De Cario



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