Spiriti tormentati
- Mario Ambrosone

- 19 set 2025
- Tempo di lettura: 1 min
“E, presentatili ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città” - Atti 16:20

Le succitate parole furono pronunciate duemila anni fa nella città di Filippi “dai padroni” di una donna che aveva uno spirito indovino. Dopo che Paolo lo cacciò via nel nome di Gesù, “vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita”, questi ultimi aizzarono l’intera città contro i servi del Signore. Presero Paolo e Sila e li trassero sulla pubblica piazza davanti ai magistrati, e presentatili ai pretori, dissero: “Questi uomini, che son Giudei, perturbano la nostra città, e predicano dei riti che non è lecito a noi che siam romani né di ricevere, né di osservare” (Atti 16:19-21). Ci pensiamo? Quella donna, non solo era legata da spiriti immondi, ma era altresì schiava di uomini che la signoreggiavano e la sfruttavano per “vile guadagno” (1 Pietro 5:2). Non accade oggi lo stesso? Può un uomo esser padrone di un altro uomo? Di un’altra donna? La cattiveria è il risultato dell’influenza di spiriti malvagi che operano per “abbrutire” il cuore dell’uomo. Ma la Parola di Dio insegna che “chi ha creduto” può cacciare via tali demoni e rispedirli all’inferno da dove son venuti (Marco 16:17). Migliaia di demoni scongiurarono Gesù in nome di Dio di non tormentarli (Marco 5:7). Grazie a Gesù siamo temuti dal diavolo. Satana ci considera persone che “perturbano” le città e i territori da lui presidiati. Nulla di meglio! Continuiamo a “tormentare” e a liberare nel nome di Gesù!
Mario Ambrosone



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