Sentiti amato
- Elena Borrelli

- 14 feb 2025
- Tempo di lettura: 1 min
"Ora, a tavola, inclinato sul petto di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che Gesù amava". - Giovanni 13:23

Passare alla storia come il discepolo che Lui amava, che privilegio. Troviamo questa espressione più volte nel vangelo dello stesso Giovanni anche se non vi è traccia di un'azione particolare di Gesù che giustifichi questa considerazione. In realtà davvero poco importa. Sì, perché anche se negli ultimi versi di questo vangelo pare scorgere una sorta di "preferenza", non leggiamo mai "il discepolo che PIÙ amava" ma semplicemente il discepolo che amava. Gesù amava tutti i suoi discepoli, (d'altronde amava persino i suoi nemici). Allora perché questa espressione? Ciò che mi colpisce è che probabilmente la differenza non stava tanto nel sentimento di Gesù ma nella percezione che il giovane aveva. Giovanni, infatti, non dovette aspettare il sacrificio di Cristo per capire quanto fosse amato e ciò è dimostrato dal fatto che poggiasse il capo sul petto di Gesù. Un gesto di infinita tenerezza e confidenza. Giovanni si sentiva amato, speciale, e si è comportato di conseguenza fino agli ultimi istanti della vita terrena del suo maestro. Ciò che oggi voglio dirti è proprio questo: non aspettare che Gesù faccia qualcosa di soprannaturale per capire che Lui ti ama, inizia oggi stesso a prendere consapevolezza del suo amore, inizia fin da oggi a sentirti il suo amore particolare. Gesù ci ama, siamo noi che dobbiamo prenderne coscienza. Gesù ama proprio te in un modo particolare, afferra questa verità.
Elena Borrelli



Commenti