Riluttanza ingiustificata
- Stefano De Cario

- 28 mar 2025
- Tempo di lettura: 1 min
"E Mosè disse: «Deh! Signore, manda il tuo messaggio per mezzo di chi vorrai!»" - Esodo 4:13

Nel libro dell’Esodo leggiamo la storia del popolo ebreo schiavo in Egitto. Dio non restò indifferente alla sofferenza del Suo popolo e chiamò un liberatore, Mosè. Il suo, però, fu un assenso molto riluttante. Fu come dire: “Poiché hai deciso di mandare me, devo intraprendere la missione, perciò sia fatto quanto hai stabilito; avrei voluto che fosse un altro, vado perché vi sono costretto”. La reazione di Mosè ci appare assurda perché conosciamo il proseguo della storia ma spesso anche noi arretriamo di fronte al sacrificio o l’impegno a cui Dio ci chiama perché pensiamo di andare incontro alla nostra fine. Cerchiamo, infatti, ogni giustificazione per eludere la volontà di Dio, non realizzando che Egli ci sta chiamando fuori dalle nostre tranquille dimore lungo un percorso che, tra le altre cose, include: il cantico di vittoria sulle rive del Mar Rosso; i due viaggi solitari di quaranta giorni per parlare con Dio; il volto risplendente; la visione della gloria; la sepoltura per mano di Dio stesso; e l’onore supremo di stare accanto al Signore sul Monte della trasfigurazione. Mosè non avrebbe potuto vivere tutto questo se si fosse rifiutato. Non facciamolo neanche noi ma consideriamo piuttosto un onore la Sua chiamata.
Stefano De Cario



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