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Quando il servizio per Dio diventa un idolo

  • Immagine del redattore: Antonio Morra
    Antonio Morra
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min
Luca 6:12
12/06/2026 - Speranza per ogni casa

È possibile fare tante cose per Dio e, allo stesso tempo, allontanarsi da Lui. Il servizio cristiano è buono, persino necessario, ma non deve mai sostituire la relazione con Dio. A volte, senza accorgercene, possiamo misurare il nostro valore spirituale in base a quanto facciamo: predicare, servire in chiesa, evangelizzare, organizzare eventi, aiutare gli altri. Eppure, Dio non ci ama per ciò che facciamo, ma ci ama per chi siamo in Lui.


Se la nostra identità si basa sul nostro ministero o sulla nostra produttività spirituale, rischiamo di perdere di vista la cosa più importante: Dio ci ha chiamati prima di tutto a stare con Lui, non solo a lavorare per Lui.


Persino Gesù si ritirava spesso per pregare, per stare con il Padre, perché sapeva che l’intimità con Dio è la vera fonte di ogni frutto spirituale. Se il nostro servizio ci porta a trascurare la preghiera, la Parola e la comunione con Dio, allora è tempo di fermarsi e riallineare le nostre priorità. Il nostro impatto nel Regno di Dio non dipende solo da quanto facciamo, ma da quanto siamo vicini a Lui.


Ricorda: non serviamo per essere amati, ma perché siamo già amati.


Prima del servizio viene la relazione. Prima dell’opera viene la comunione. Prima del fare viene l’essere. 

Antonio Morra

🕮 La Bibbia in un Anno: Esdra 1-2 // Giovanni 19:23-42

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