Prove
- Stefano De Cario

- 4 ott 2025
- Tempo di lettura: 1 min
“L’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell’Eterno” - Giobbe 1:21

Una delle storie più significative della Bibbia è quella di Giobbe, uomo giusto a cui ad un certo punto viene tolto tutto: i parenti erano morti; i suoi amici sembravano averlo dimenticato; in casa sua lo trattavano come un estraneo; i servitori non rispondevano alle sue chiamate; la moglie stessa gli si rivoltava contro. Non meraviglia che gli osservatori esterni pensassero che Dio era diventato suo nemico o che lo stesse punendo. Eppure, non era così. Con l’amore di un Padre affettuoso, il Signore vegliava continuamente su di lui e quando la prova raggiunse il suo scopo gli concesse liberazione. Giobbe, compreso, si dedicò a canti di giubilo. La benedizione che Dio diede al Suo servitore non fu poca cosa. Durante il tempo dell’afflizione Giobbe imparò lezioni che tutta la sua vita di prosperità non gli avevano potuto impartire. Gli errori commessi nell’irritazione del suo spirito furono corretti, la conoscenza di Dio venne approfondita e accresciuta. Giobbe esclamò che fino ad allora aveva sentito parlare di Lui, ma che ora i suoi occhi potevano vederlo. La sua conoscenza di Dio si era trasformata in una comunione personale. Dopo tutto questo, Giobbe visse centoquaranta anni, e vide i suoi figli e i suoi nipoti fino alla quarta generazione. “La sera alberga da noi il pianto; ma la mattina viene il giubilo” (Salmo 30), e la notte del pianto porterà un frutto molto più ricco e permanente di qualsiasi giorno di gioia.
Stefano De Cario



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