Per un caffè
- Giuseppe Cappalonga

- 21 lug
- Tempo di lettura: 1 min

Forte o leggero, lungo o corto, un buon caffè è sempre gradito. Per alcuni una coccola personale, per altri un vizio di cui non si può fare a meno.
È stato proprio un caffè a far vivere una brutta esperienza a due guardie giurate. Essi dovevano trasportare un furgone pieno di valori con il compito di custodirlo fino a destinazione. Passando vicino ad un bar, non seppero resistere alla tentazione di un caffè veloce. Usciti poco dopo, ecco la brutta sorpresa: dei malviventi avevano svaligiato il carico, un bottino di svariati miliardi. Una distrazione, o un caffè, costata molto cara. È facile lasciarsi distrarre da tante piccole tentazioni nella vita e perdere di vista le cose più importanti ed essenziali. Nella Parola di Dio leggiamo di un certo Esaù che vendette i suoi diritti di primogenitura per un piatto di minestra di lenticchie alla quale non riuscì proprio a rinunciare. Leggiamo di Giuda che vendette addirittura il Signore Gesù per trenta denari, circa un mese di stipendio. Il risultato? Esaù si pentì amaramente, in seguito cercò di riavere i suoi diritti fino alle lacrime, ma inutilmente; anche Giuda colpito da terribile rimorso riportò i soldi indietro, inutilmente, e finì con l’impiccarsi. Quanto alle guardie giurate, persero il posto di lavoro! Non pensare semplicemente al bene immediato di una scelta o decisione, ma nel considerare il costo, tieni presente le conseguenze. Non permettere che qualche “tazza di caffè” ti faccia perdere la vera vita.
Giuseppe Cappalonga
🕮 La Bibbia in un Anno: Salmi 34-35 // Atti 22



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