Lo spirito della promessa (Pt. 2)
- Marco Palma

- 25 mag
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Dal giorno di questa promessa, fino alla sua realizzazione nel giorno di Pentecoste, gli studiosi ipotizzano siano trascorsi circa 40 giorni. Per delle persone che avevano appena perso il loro maestro non erano certo pochi, non avendo avuto poi nessuna indicazione di quando questa promessa si sarebbe compiuta. Non potevano fare altro che attendere speranzosi. È bello sapere che, mentre aspettiamo le promesse di Dio realizzarsi nella nostra vita, c’è qualcosa che dobbiamo fare: sperare. Aspettare non è una posizione passiva, aspettare è una posizione attiva perché indica un’azione da compiere: nell’attesa continuiamo a sperare e a credere che Dio manterrà le Sue promesse. Lui è un Dio fedele, che, quando promette anche mantiene. Quando Gesù fece quella promessa, erano presenti circa 500 uomini. Trascorsi 40 giorni ne rimasero 120, proprio perché non tutti sanno aspettare. L’attesa costa, l’attesa annoia, ma solamente nella perseveranza c’è salvezza. Quei 120 uomini erano radunati lì, nell’alto solaio perché ancora credevano in quella promessa, e mentre aspettavano pregavano con una sola mente, perché mentre aspetti, preghi, credi e speri. Se stai aspettando la realizzazione della promessa di Dio per la tua vita, continua a credere, continua a sperare e mentre aspetti continua a pregare perché Dio non è mai venuto meno ad una Sua promessa: Lui è l’Iddio che mantiene sempre le Sue promesse!
Marco Palma
🕮 La Bibbia in un Anno: 1 Cronache 14-16 // Giovanni 9:24-34



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