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Liberi per l'eternità

  • Immagine del redattore: Raffaele Manco
    Raffaele Manco
  • 23 feb 2025
  • Tempo di lettura: 1 min
“E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo”. - Marco 15:38

Immagine condivisibile con Marco 15:38
Speranza per ogni casa | 23/02/2025

La cortina separava il luogo santo (dove accedeva il popolo per i sacrifici) dal luogo santissimo, simbolo della presenza di Dio a cui accedeva solo il sommo sacerdote. Alta circa 20 metri e spessa 90 cm, tra i segni accaduti alla morte di Cristo, si squarciò miracolosamente in due da cima a fondo. Lo storico Giuseppe Flavio vissuto nel I secolo, ci racconta infatti, che, pur tirandola con dei cavalli posti a ciascun lato, non si sarebbe potuta strappare. L’autore dell’epistola agli Ebrei, sottolinea l’importanza dello squarcio della cortina che ricordava, appunto, l’impossibilità per l’uomo peccatore di accedere direttamente alla presenza di Dio con il rituale sacrificale, prefigura delle realtà celesti adempiutesi con l’eccellente sacrificio di Cristo. Egli, versando il proprio sangue, una volta e per sempre, entrava nel luogo santissimo, nel cielo stesso, soddisfacendo in pieno la giustizia di Dio e permettendo l’accesso libero, diretto e fiducioso di noi peccatori alla presenza dell’Iddio santissimo conquistando in nostro favore una redenzione eterna. Con lo squarcio alla morte di Cristo, Dio metteva fine al cerimoniale levitico non abitando più in templi fatti da mano d’uomo (Atti 17:24) ma inaugurando col sangue di Cristo il Nuovo Patto e con esso l’opera dello Spirito Santo nel credente. RingraziamoLo e adoriamoLo continuamente per ciò che Lui ha fatto e continua a fare per noi!


Raffaele Manco

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