La mia speranza (PT. 2)
- Elena Borrelli

- 3 nov 2025
- Tempo di lettura: 1 min
“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.” - Matteo 11:28

Nel racconto di Manzoni il personaggio di questa madre si contrappone idealmente a quello di don Rodrigo, il malvagio e potente signorotto del paese che dinanzi alla consapevolezza della morte imminente non ha nulla a cui aggrapparsi. Non avendo alcuna relaziona con Dio, si affida ad un uomo, il capo dei suoi scagnozzi, per non essere buttato nel lazzaretto con gli altri malati. Questi però lo tradisce, lo vende. L’autore stesso del libro, dedica a un personaggio insignificante (per la storia) come quello di Cecilia, una descrizione piena di compassione, mentre si libera di questo signorotto (che è un personaggio cardine) molto frettolosamente. Sebbene probabilmente su questa terra aveva vissuto da vincente, Don Rodrigo adesso si rende conto che tutto quello per cui ha vissuto non può salvarlo. E noi per cosa stiamo vivendo? Per chi stiamo vivendo? Da chi corriamo nelle difficoltà? Abbiamo compreso che Gesù Cristo è il salvatore del mondo? Abbiamo compreso che ci ha preparato un’eternità Gloriosa? Abbiamo capito di non sapere quando i nostri giorni finiranno e che quindi è oggi che dobbiamo afferrare la Sua mano? Oggi, adesso. Non c’è altra verità, non c’è altra speranza. Credi questo e vivi questi pochi anni che ci sono concessi con la speranza e la certezza di una vita futura fatta di sole benedizioni.
Elena Borrelli



Lui è pronto a tirarci fuori da ogni afflizione