La macina della riflessione
- Marco Palma

- 14 ago 2025
- Tempo di lettura: 1 min
“Allora essa gli gridò: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!». Egli, svegliatosi dal sonno, pensò: «Io ne uscirò come ogni altra volta e mi svincolerò».” - Giudici 16:20

In Giudici troviamo la drammatica storia di Sansone. Storia di una grande iperbole, da super uomo a super fallito. Dio gli aveva dato una forza sopranna- turale grazie alla quale fu protagonista di innumerevoli prodigi. Sansone però ripetutamente si fece vincere dall’insistenza del diavolo. Il fallimento di Sansone, infatti, non avvenne dalla sera alla mattina ma progredì gradualmente. Il suo tallone d’Achille erano le donne e più volte si intrattenne con delle prostitute. Ad un certo punto della storia incontra Dalila, una donna filistea bellissima. Il diavolo sfrutta proprio i nostri punti deboli. Dalila, corrotta dal denaro, insisteva con Sansone per sapere il segreto della sua forza. Quando finì tutti i “no”, Sansone glielo rivelò e gli fu fatale. Mentre dormiva beato sulle gambe di Dalila, ella gli tagliava i capelli. All’arrivo dei filistei, Sansone era convinto di poterli affrontare perché non sapeva che l’Eterno si era ritirato da lui. Essi lo legarono con catene di bronzo e gli cavarono gli occhi, dopodiché lo legarono ad una macina in prigione. Così, il possente Sansone, ora era legato, ceco e senza la sua forza. Non gli restava che riflettere. Quante volte, solo quando subiamo le conseguenze dei nostri peccati rimuginiamo e ci pentiamo di quanto abbiamo fatto. Il messaggio per noi è questo: non arriviamo a quella macina, non stanchiamoci di dire no al nemico!
Marco Palma



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