L'inesauribile bontà di Dio
- Raffaele Manco

- 9 ott 2025
- Tempo di lettura: 1 min
“...Sia benedetto dal Signore perché non ha rinunciato a mostrare ai vivi la bontà che ebbe verso i morti.” - Rut 2:20

Certamente, perdere il proprio marito e poi i suoi due figli maschi, fu un’esperienza straziante per Naomi. A maggior ragione al tempo dei Giudici, dove vigeva una società patriarcale. Un dolore tale la accompagnava, da volere un nome diverso, da Naomi (“dolcezza mia”) a Mara ( “amarezza”, “tristezza”). Eppure, nel bel mezzo della tristezza, sentendo dell’accoglienza che Boaz riservò a sua nuora Rut, pregò che la benedizione di Dio fosse su di lui e rammentò che la bontà di Dio è costantemente all’opera. E tu, nei momenti difficili, di prova, riesci a pronunciare parole di benedizione verso il prossimo? Naomi riconosceva che Dio aveva permesso la sua condizione ma anche che i suoi uomini di casa avevano, a loro tempo, goduto della bontà di Dio, che adesso si rinnovava nella sua vita. Volgiamo i nostri cuori a Lui e, come dice il salmista,“celebriamo il Signore perché la Sua bontà dura in eterno!”. Che Lui benedica tutti noi portando nelle nostre vite persone in grado di farci del bene, e magari qualcuno/a speciale che ci dia una discendenza, nella sua buona e perfetta volontà, così come avvenne per Boaz e Rut che generarono Obed, nonno del re Davide, o come accadde per la stessa Naomi per la quale Boaz fece valere la legge del levirato stabilita da Dio nella Torah, prendendosi cura anche di lei. Dio è sempre stato buono e non cesserà mai di esserlo!
Raffaele Manco



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