Il disprezzo genera incredulità
- Katia Tamburrino

- 12 mag
- Tempo di lettura: 1 min

Ad un certo punto del suo ministero, Gesù si trovò a Nazaret (il villaggio dov’era cresciuto) e, anche in quel momento, non perse l’opportunità di annunziare il regno di Dio. Le persone presenti però, prese da gelosia e orgoglio, screditarono Gesù: “È solo un falegname, non può avere alcuna autorità per compiere miracoli”. Quante volte ti sei sentito disprezzato nella tua stessa casa? Spesso, proprio le persone più vicine ci screditano, facendoci sentire di poco conto, come se non avessimo diritto e qualifiche per poter parlare e intervenire nella loro vita. E quante volte (presi dall’orgoglio di non voler ammettere di aver bisogno di essere perdonati e amati da Dio) siamo proprio noi a cadere in questa trappola?
Attenzione, l’orgoglio genera disprezzo e il disprezzo genera incredulità, attraverso la quale Dio non può operare. Non che a Lui manchi capacità di operare o trasformare, ma con la durezza dei nostri cuori tappiamo il cielo.
Le promesse di Dio sono potenti e sicure, ma quando scegliamo di non confidare nelle Sue promesse, ci perdiamo i benefici che ha preparato per noi. Prego che non saremo come le persone di Nazaret. Piuttosto accettiamo Dio per Chi è e per quello che dichiara. Umiliamoci davanti a Dio, accettando la Sua piena autorità nelle nostre vite, e allora conosceremo le potenti opere di Dio.
Katia Tamburrino
🕮 La Bibbia in un Anno: 2 Re 4-5 // Giovanni 4:1-30



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