Giustificato per fede


Paolo spiega con chiarezza in questo versetto come l’uomo viene salvato: non per le opere, ma per la fede. “A chi non opera,” dice l’apostolo. Non a chi si sforza di meritare, non a chi si affida ai propri sforzi religiosi, ma a chi si arrende e crede. “Crede in Colui che giustifica l’empio.” Dio non giustifica il giusto. Dio giustifica l’empio, colui che riconosce il proprio peccato e si affida solo alla grazia. Non siamo giustificati perché diventiamo migliori, ma perché confidiamo in Cristo. “La sua fede è messa in conto come giustizia”. Non la sua perfezione, non le sue lacrime, non le sue promesse, ma la sua fede semplice e viva. Credere significa smettere di guardare a sé stessi e rivolgersi interamente a Cristo. Questa verità abbatte ogni orgoglio. Non c’è spazio per vantarci davanti a Dio. Siamo accettati non per ciò che abbiamo fatto, ma per ciò che Cristo ha fatto per noi. Molti cercano ancora di costruire una propria giustizia: buone opere, impegni religiosi, sforzi morali. Ma Dio dice: credi in Colui che giustifica l’empio. Oggi, lascia ogni tentativo di giustificarti. Guarda solo a Cristo. Confida solo nella Sua opera compiuta. Chi crede, anche senza opere, è giustificato davanti a Dio. È la fede, e la fede soltanto, che salva.
Giovanni Greco
🕮 La Bibbia in un Anno: Geremia 1-2 // 2 Tessalonicesi 2



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