Entusiasmo
- Marco Palma

- 12 apr 2025
- Tempo di lettura: 1 min
“...quando tutta la folla dei discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».” - Luca 19:37-38

L’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme è descritto in tutti e 4 i Vangeli. Folle di gente che seguivano Gesù, raggiunsero altre folle alle porte della città. Tutti Lo accolsero, Lo festeggiarono, Lo benedirono. Finanche le pietre avrebbero gridato se la gente avesse taciuto! Che bella immagine, senza dubbio l’accoglienza che Gesù meritava! Eppure, Gesù sorprese con una reazione quasi “fuori luogo”: pianse (e non di gioia). Il motivo lo scopriamo più avanti nelle scritture: Gesù sapeva che quelle persone facevano festa prese dall’euforia e non dall’entusiasmo. C’è differenza? Assolutamente sì. Entrambi i termini derivano dal greco: euforia indica una sensazione di benessere per lo più passeggera e/o eccessiva; entusiasmo significa letteralmente Dio dentro. Quindi, se l’italiano può ingannare, l’etimologia delle parole è molto chiara: quelle persone erano semplicemente guidate dall’euforia del momento, probabilmente per i miracoli a cui avevano assistito, visto che dopo soli 4 giorni scelsero a gran voce di liberare Barabba e non Gesù. La stessa folla che gridava “Osanna” a Gerusalemme, chiedeva “crocifiggilo” davanti Ponzio Pilato. Euforia ed entusiasmo solo in principio possono sembrare simili, ma se non hai Dio dentro, se non servi con entusiasmo, si vede. Le folle si muovono per euforia ma i veri discepoli sono spinti dall’entusiasmo
Marco Palma



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