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Appartenere e appartenersi (Pt. 2)

  • Immagine del redattore: Marco Palma
    Marco Palma
  • 27 giu 2025
  • Tempo di lettura: 1 min
E il SIGNORE disse a Giosuè: «Vedi, io do in tua mano Gerico, il suo re, i suoi prodi guerrieri. - Giosuè 6:2
Immagine condivisibile con Giosuè 6:2
Speranza per ogni casa | 28/06/2025

I figli d’Israele furono tutti guariti dal dolore della circoncisione e, a Ghilgal, celebrarono la Pasqua. Successivamente Giosuè fu presso Gerico e da lontano vide un uomo che gli stava davanti con in mano la sua spada sguainata. “Sei tu per noi, o per i nostri nemici?” chiese. “Io sono il capo dell’esercito dell’Eterno” fu la risposta. Immediatamente Giosuè cadde con la faccia a terra e si prostrò ai suoi piedi. A questo punto ci saremmo aspettati una rivelazione da parte di Dio su come sconfiggere Gerico, ma il capo dell’esercito dell’Eterno gli disse: “Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo dove stai è santo”. Giosuè fece così. Dovremmo essere come Giosuè, persone appartate per Dio e, prima ancora, appartenenti al Suo popolo. Dio ci darà la vittoria su nemici, infermità e ostacoli della vita solo quando passeremo per Ghilgal: la strada della sofferenza e della santità. Non c’è vittoria senza santità. Anche Gesù per risorgere ha dovuto soffrire e infine morire sulla croce. Spesso ci aspettiamo chissà quale risposta da Dio, ma il messaggio è sempre lo stesso, non ci sono ricette miracolose. Dio non ha bisogno di accattivarsi l’appartenenza delle persone, se vuoi appartenerGli passa per Ghilgal! La strada per la salvezza è stretta e angusta, ma davanti e dietro di noi, ci sarà sempre Dio. Egli non ci lascia e non ci abbandona.

Marco Palma

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