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Appartenere e appartenersi (Pt. 1)

  • Immagine del redattore: Marco Palma
    Marco Palma
  • 26 giu 2025
  • Tempo di lettura: 1 min
“In quel tempo il SIGNORE disse a Giosuè: «Fatti dei coltelli di pietra, e torna di nuovo a circoncidere i figli d’Israele»” - Giosuè 5:2
Immagine condivisibile con Giosuè 5:2
Speranza per ogni casa | 27/06/2025

L’avvenimento più famoso del libro di Giosuè è sicuramente la caduta di Gerico. Non tutti però ricordano cosa accadde prima del trionfo. Non c’è vittoria se prima non c’è sacrificio, non c’è Gerico se prima non c’è Ghilgal. Qui si accamparono i figli d’Israele dopo la circoncisione che Dio comandò a Giosuè, poiché tutto il popolo che era nato nel deserto (dopo l’uscita dall’Egitto) non era stato circonciso. Tutti coloro che erano stati precedentemente circoncisi (la “vecchia guardia”), morirono, nonostante avessero assistito a centinaia di miracoli. Non sempre la nostra fede nasce dalle cose visibili. “Beati coloro che credono senza vedere” disse Gesù. Il popolo d’Israele doveva uscire dall’assistenzialismo e riscoprire l’appartenenza a Dio. La circoncisione era il segno di questa appartenenza, concetto non molto diffuso in Italia rispetto a popoli più patriottici. Ad ogni modo, prima di essere italiani, dovremmo ricordarci che apparteniamo al popolo di Dio e che la nostra cittadinanza è nei cieli. Paolo dirà che la nostra circoncisione è sui nostri cuori e col battesimo dichiariamo pubblicamente la nostra appartenenza al popolo di Dio. E tu, a quale chiesa appartieni? È importante saperlo, conoscer- ne la visione, sapere cosa si fa e cosa si è! Dobbiamo vivere nella convinzione di appartenere al popolo di Dio, si tratta di un imprescindibile “modo d’essere”.

Marco Palma

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